Raffreddamento autonomo, costi quasi a zero.
Quando la rete DHC non c'è o non conviene contrattualizzarla, l'accumulo termico ti rende indipendente. Catturi il calore, lo stocchi, lo gestisci nelle fasce convenienti. E in blackout il cooling non si ferma.
Riferimento: data center da 10 MW IT, 150 kW per rack.
Sei lontano dal teleriscaldamento. O vuoi restare libero da contratti esterni.
L'energia per il raffreddamento resta il primo costo operativo del data center e con le densità AI cresce in modo non lineare. I carichi termici non sono uniformi: picchi diurni, fasce notturne sottoutilizzate.
Senza un buffer non hai modo di spostare la richiesta nel tempo, paghi tutto al prezzo di picco. E sul cooling il rischio di blackout rimane scoperto: nessun UPS protegge l'asset più critico del data center.
Hai bisogno di autonomia. Tecnologica, contrattuale, operativa.
Tre leve economiche, una sola macchina.
RHP accoppiato a buffer termico (serbatoi o PCM): cattura il calore in eccesso, lo stocca, lo rilascia nelle fasce convenienti. Peak shaving termico senza toccare i carichi IT. In parallelo Thermal UPS: raffreddamento continuo anche in blackout. La piattaforma è DC-native, compatibile con i bus a 800V dei rack AI ad alta densità: elimini la doppia conversione AC/DC, riduci le perdite Joule, semplifichi la distribuzione elettrica.
Risparmio elettrico
PUE da 1,12 a 1,01 con autoalimentazione ausiliari via ORC.
CAPEX evitato
Nessuna batteria di cooling tradizionale: Thermal UPS già integrato.
Perdite di conversione ridotte
Architettura DC-native, integrazione nativa con bus a 800V.
Pronto per il futuro
Se domani una rete DHC arriverà vicino a te, sei già pronto a collegarti.
Cosa cambia, in cifre.
Riferimento: data center da 10 MW IT, 150 kW per rack.
| Risparmio elettrico (PUE 1,12 → 1,01) | ~€1M/anno |
|---|---|
| CAPEX batterie cooling evitato | ~€900K |
| Elettricità ORC autoconsumata | 2.356 MWh/anno |
| Bus DC 800V | Compatibilità nativa |
| Consumo acqua | <2 m³/anno |
| CO₂ evitata | 18.200 tCO₂/anno |
| Payback | 3,1 anni |
| IRR cliente | ~30% |
Il calore di scarto rimane disponibile per una futura connessione DHC, senza interventi strutturali aggiuntivi.
Quando questa soluzione non è la scelta giusta.
Non ha senso valutare la modalità Accumulo se rientri in uno di questi casi. Te lo diciamo prima di prenotare la call.
- Non hai spazio fisico esterno sufficiente per i serbatoi di accumulo (footprint significativo)
- Il tuo budget CAPEX è vincolato a zero (valuta la modalità EaaS)
- Hai già una rete DHC entro 2 km (la modalità DHC aggiunge ricavo diretto dalla cessione del calore)
- Il vantaggio del bus DC 800V si realizza pienamente solo con infrastruttura di alimentazione compatibile
In questi casi: valuta RHP per DHC per il ricavo diretto o Energy as a Service per zero CAPEX.
Tecnologia validata. Pronti a scalare.
Impianto pilota operativo da giugno 2026 su tecnologia di base (Carnot battery a scala ridotta). Performance misurate oltre le attese su COP e recupero termico.
Brevetto ORC reversibile depositato ottobre 2025. Co-inventori: Marco Margotti (CEO, 20 anni B2B + 6 anni ORC Kaymacor) e Giuseppe Toniato (CTO, 30 anni sistemi termodinamici).
La tecnologia è validata. Siamo pronti a portarla su impianti commerciali fino a 10 MW IT e oltre.
Stimiamo lo spazio e il business case sul tuo sito.
30 minuti di analisi tecnica: footprint disponibile, dimensionamento degli accumuli, stima preliminare del payback.
Guarda anche: RHP per DHC· Energy as a Service